Lettera al segretario Bersani pubblicata su L’Unità del 1 maggio 2010
Cari amici e compagni,
copio qui di seguito la lettera che ho scritto al segretario del PD Pierluigi Bersani pubblicata da L’Unità il 1 maggio scorso.
Buona lettura!
Carissimi amici de L’Unità, carissimo segretario Pierluigi Bersani,
scrivo questa lettera dopo aver seguito la trasmissione televisiva Anno Zero.
Voglio rivolgermi al segretario nazionale del PD Bersani.
La pungente critica di Travaglio ha sortito un effetto positivissimo: le tue parole, caro segretario, mi hanno fatto venire i brividi alla pelle, capacità che i politici della sinistra, negli ultimi tempi, avevano dimenticato.
Proprio questo è il Bersani che, credo, moltissimi elettori del Pd vogliono.
Votando per la tua mozione alle primarie gli elettori e gli iscritti del PD hanno proprio inteso dare al partito una forte svolta identitaria, un ritorno ai valori classici della sinistra, un rinnovato patto di rappresentanza e di tutela delle grandi masse lavoratrici che, spaccate nella loro unità, lanciano un disperato grido: non lasciateci soli.
Ma il messaggio che Bersani ha trasmesso stasera va oltre. Non si tutelano i diritti dei lavoratori attraverso slogan demagogici o vecchi schemi ideologici. Servono soluzioni concrete e subito. Serve un nuovo sistema fiscale che pesi un po di meno ma su tutti e sia in grado di produrre degli effetti redistributivi del reddito anche in ossequio alla natura sociale del nostro Stato. Serve una nuova politica dei redditi che ridia respiro alle famiglie affamate da una crisi che la favola berlusconiana non ha voluto affrontare per paura che finisse l’incantesimo di un’Italia da reality show. Serve una riforma del sistema di protezione sociale che possa includere quei ‘nuovi lavoratori’ che a tutt’oggi non fruiscono delle tutele del lavoro standard e che contribuisca a rinsaldare l’unità del mondo del lavoro contro la disgregazione e la tutela separatistica degli interessi.
Serve una forte iniezione di legalità nel nostro Paese. La destra preferisce avallare i vizi e le debolezze del costume nazionale, riproducendole, enfatizzandole e facendone motivo di identità e di orgoglio. E così la tipica allergia degli italiani alle regole si traduce in condoni edilizi, fiscali, amnistie celate. Io credo che la politica debba correre il rischio di plasmare la realtà, non di adagiarcisi su. In tal senso la sinistra, il Pd possono fare molto. Adottando la meritocrazia interna come regola centrale. Dimostrando con i fatti la condotta irreprensibile dei propri amministratori e dei propri dirigenti politici. Percorrendo la strada difficile, ma dovuta, del rinnovamento e dell’autocritica.
Bersani, il tuo intervento sincero, viscerale, emotivamente teso mi ha ridato una grossa speranza ed una convinta motivazione.
Parla col cuore, come stasera, e il nostro popolo ti seguirà.
Fatti sentire vicino, emotivamente e razionalmente, a chi lotta per un’altra Italia e allora il nostro popolo non metterà più una croce sul partito “meno peggio”, ma ritroverà l’emozione di sottoscrivere un progetto che rappresenta la speranza di un futuro migliore. Di un futuro di progresso.
Riccardo Maraga
